lunedì 22 novembre 2010

Vasilij Kandinskij- "Blu"


Vasilij Kandinskij, Blu, 1927
olio su tela, 49.5 x 36.8 cm, MOMA, New York




Il colore è un mezzo che consente di esercitare un influsso diretto sull'anima. Il colore è il tasto, l'occhio il martelletto, l'anima è il pianoforte dalle molte corde. L’artista è la mano che toccando questo o quel tasto fa vibrare l’anima” 
(Da Vasilij Kandinskij-"Lo Spirituale nell'arte" 1912)


" Il blu è il colore del cielo, è profondo; quando è intenso suggerisce quiete, quando tende al nero è fortemente drammatico, quando tende ai toni più chiari le sue qualità sono simili a quelle dell'azzurro, se viene mischiato con il giallo lo rende malto, ed è come se la follia del giallo divenisse "ipocondria". In genere è associato al suono del  violoncello"
(Vasilij Kandinskij)



Il cerchio è un legame con il cosmico, forma modesta, ma che si afferma con prepotenza , precisa ma variabile, stabile e instabile, sonora e silenziosa allo stesso tempo. Oggi amo il cerchio come prima amavo il cavallo e forse più, perché nel cerchio trovo maggiori possibilità interiori. Il cerchio che uso così tanto nell’ultimo periodo, a volte non può essere definito nient’altro che romantico, e il romanticismo può essere definito davvero profondo, significativo, e rende felici, è un pezzo di ghiaccio in cui brucia una fiamma
(Vasilij Kandinskij)


"Colore e forma non possono esistere separatamente nella composizione. L'accostamento tra forma e colore è basato sul rapporto privilegiato tra singole forme e singoli colori. Se un colore viene associato alla sua forma privilegiata gli effetti e le emozioni che scaturiscono dai colori e dalla forma vengono potenziati. Il giallo ha un rapporto privilegiato con il triangolo, il blu con il cerchio e il rosso con il quadrato."
(Vasilij Kandinskij)







Vasilij Kandinskij (Mosca 1866- Neuilly-sur-Seine 1944)

lunedì 15 novembre 2010

Artemisia Gentileschi- “Autoritratto come allegoria della pittura”


Artemisia Gentileschi,  “Autoritratto come Allegoria della Pittura”, 1638/39, 
olio su tela, 98.6 x 75.2 cm, Kensington Palace, Londra





"Se qualcosa parla in te per dirti non sei pittore, ebbene in questo caso vecchio mio: dipingi! E questa voce tacerà. Ma tacerà solo se dipingi. Chi, ascoltando questa voce, va dagli amici a lamentarsi, a raccontare loro le sue preoccupazioni, perde un po' della sua forza virile, un po' del meglio che c'è in lui. Ti possono essere amici solo coloro che lottano contro queste stesse preoccupazioni, coloro che con l'esempio della loro attività, esaltano l'attività che c'è in te!"  

(Vincent Van Gogh)







Artemisia Lomi Gentileschi (Roma, 8 luglio 1593 – Napoli, 1653)

mercoledì 10 novembre 2010

Marc Chagall- "Sopra la città"



Marc Chagall, Sopra la città,  1914-1918,
olio su tela, 141 х 197 cm, Galleria di Stato Tretjakov, Mosca



"L'arte mi sembra essere soprattutto uno stato d'animo.
Lo stile non è importante. Esprimersi lo è.
La pittura deve avere un contenuto psicologico.
Io stronco sul nascere ogni mio impulso decorativo.
Attenuo il bianco, amalgamo il blu con mille pensieri.
La psiche deve trovare la propria via nei dipinti.
Bisogna lavorare sul quadro pensando che qualcosa
della propria anima entrerà a farne parte e gli darà sostanza.
Un quadro deve fiorire come qualcosa di vivo.
Deve afferrare qualcosa di innafferabile: il fascino
e il profondo significato di quello che ci sta a cuore"

(Marc Chagall da Chagall on Chagall, New York, 1979)



"Mia soltanto è la patria della mia anima. 
Vi posso entrare senza passaporto e mi sento a casa; essa vede la mia tristezza e la mia solitudine ma non vi sono case: furono distrutte durante la mia infanzia, i loro inquilini volano ora nell'aria in cerca di una casa, vivono nella mia anima
(Marc Chagall)


"Se creo qualcosa usando il cuore, molto facilmente funzionerà; 
se invece uso la testa sarà molto difficile
(Marc Chagall)


"Chagall è un colorista molto dotato che si lascia trasportare là dove lo spinge la sua immaginazione mistica e pagana : la sua arte è molto sensuale
(il poeta Guillaume Apollinaire su Marc Chagall)



  Marc Chagall (Vitebsk 1887 – Saint-Paul de Vence 1985)

domenica 7 novembre 2010

Edgar Degas - "Donna che stira"


Edgar Degas, Donna che stira, 1876-87,
olio su tela, 81.3 x 66 cm, National Gallery of Art, Washington D.C.



Nella sua ricerca pittorica Degas attribuisce notevole rilevanza all'elemento umano che egli "fotografa" in momenti di quotidianità e intimità, indagandone, con una pittura lenta e rielaborata, i movimenti all'interno dello spazio, uno spazio che sono i corpi stessi a creare.
Il corpo umano, quello femminile in particolare, diventa protagonista nelle sue opere. Abbandonati gli ariosi e vibranti spazi en plen air degli impressionisti Monet e Renoir, il pittore parigino ci riporta negli interni, quelli dei teatri, delle case e dei caffè; le ballerine, le donne nell'atto di detergersi, pettinarsi o specchiarsi, come le stiratrici e le lavandaie, sono infatti i nuovi soggetti della sua pittura. Degas ritrae questi corpi femminili nelle pose più insolite, dalle angolazioni più particolari, nei momenti e movimenti più intimi della loro vita quotidiana, come se li stesse spiando dal "buco di una serratura", regalando così alle atmosfere che dipinge, naturalezza, immediatezza e calore umano.



"Edgar Degas nei suoi ritratti voleva dare risalto allo spazio e alla solidità delle forme viste dalle angolazioni più inattese [...] I quadri di Degas non raccontano una storia. [...] Ciò che gli interessava e premeva era il gioco di luci sulla forma umana, e la possibilità di esprimere dinamismo o spazio..."

(Ernst H. Gombrich, La storia dell'arte raccontata da Ernst H. Gombrich, 1950)


Edgar Degas (Parigi 1834-1917)