martedì 18 gennaio 2011

Jan Veermer-"La ragazza con l'orecchino di perla"



Jan Vermeer, La ragazza con l'orecchino di perla, 1665, 
olio su tela, 44,5 x 39 cm, Royal Picture Gallery Mauritshuis, l'Aja



Cercare adagio, umilmente, costantemente di esprimere, di tornare a spremere dalla terra bruta o da ciò ch'essa genera, dai suoni, dalle forme e dai colori, che sono le porte della prigione della nostra anima, un'immagine di bellezza che siamo giunti a comprendere: questa è l'arte.

(James Joyce da Dedalus, Ritratto dell'artista da giovane, 1914-1916)





Jan Vermeer, (Delft, 1632 –1675) 

5 commenti:

  1. Questo dipinto...
    Questo volto...
    Mi è sempre piaciuto tanto. Mi ha sempre ispirato, chiamato, fermato il fiato in gola. E non sono gli occhi quasi sbarrati ma riverenti al contempo. Non è quell'orecchino di perla che luccica nell'oscurità. Non è quella bocca dischiusa come a voler protestare.
    No. Non è niente di tutto ciò.
    Il nero mi chiama. Proprio dietro alla ragazza. Perché? Poteva scegliere diversi contrasti ma probabilmente non sarebbe riuscito a mettere in rilievo la sua figura. Allora ha escluso il resto. Ha tolto tutto. Uno sfondo, una parvenza di realtà. E l'ha dipinta sul nero. Perché il nero riassume ogni cosa. Il nero raccoglie in sé. Posso avvertire il suo respiro, se mi concentro abbastanza. Posso sentirla sussurrare qualcosa o, molto probabilmente, si tratta del battito del suo cuore. Unico rumore in mezzo alla quiete di quella posa. Chissà quale era l'albero dal quale è stato staccato questo frutto. Chissà...

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  2. Ciao Anita,
    grazie mille per la tua interessante riflessione su questa bellissima opera. Anche io ho sempre provato la stessa sensazione guardandolo,come di qualcosa che mi attraesse come una calamita con un magnete e che mi inchiodasse con la sua intensità. Questa, secondo me, è quella "immagine di bellezza" di cui parla Joyce!

    Grazie ancora e a presto

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  3. Esatto.
    Bellezza.

    Alla prossima divagazione.
    Anita

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